09/12/2008
Triste Risveglio

Come ogni mattina, appena desto, la cercò con lo sguardo.
Quella mattina non la trovò vicino a sé e si sentì mancare.
Si era abituato ad averla li, a due passi...
 e seppur sapesse di non poterla mai raggiungere,
obbligato dalla sua stessa natura all’immobilità,
seppur sapesse che il suo desiderio di abbracciarla o anche soltanto di sfiorarla, non sarebbe mai stato esaudito,
si era comunque adattato ad osservarla di nascosto , muto ed immobile, esternamente impassibile, mentre al suo interno la vita scorreva,
e l’Amore pulsava…
Era giunto ad accettare di non poterla avere e ad accontentarsi di guardarla.
E adesso Lei non c’era!!

Ricordava perfettamente la prima volta che l’aveva vista, in una radiosa mattina di primavera.
Lei, così giovane, teneramente indifesa, si affacciava al mondo con timidezza, un bocciolo carico di speranza.
E l’aveva vista crescere, farsi grande e fiorire di una bellezza indescrivibilmente fresca, forte e fragile, che col tempo era divenuta piena, sottilmente ostentata, meravigliosa, disarmante.
Aveva continuato a guardarla, desiderandola in silenzio.
Fino a quella mattina.
La cercò con lo sguardo, sentendosi perduto.
Poi la vide.
Giaceva a terra, scomposta.
I petali delicati sparsi sul prato, lo stelo esile ormai spoglio.
Era morta.
E lui, giovano Gelso, pianse a lungo, in silenzio, la perdita della sua Rosa.

CassiopeaZg alle 20:35 in:
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Commenti
#1    06 Gennaio 2009 - 17:10
 
ahahah ti piace poco il fraentendimento vero?
ma ormai ti ho in pugno e ti capisco da subito.

ciao bella la mia scrittrice.
Robe
utente anonimo

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