Un accenno di pentimento leggero, fugace ma intenso come un brivido, le attraversò la mente, mentre si lavava le mani nel lavandino.
Scomparve subito, lasciandole un sapore amaro in bocca… avrebbe dovuto abituarcisi?
Continuava a lavarsi le mani, mentre il sangue si univa all’acqua in un irreale gorgoglio. Si scosse.
“cretina, lo hai soffocato, come puoi essere sporca di sangue?!?! Smettila!!” Disse rivolta al suo riflesso nello specchio.
Ma non riusciva a sentirsi pulita, erano giorni che continuava a sfregarsi le mani sotto l’acqua gelida, fino a perderne la sensibilità… continuava a sentire la pressione della vena di quel vecchio collo pulsarle sui polpastrelli, immondandola con il suo sangue, come se potesse fuoriuscire e andare a macchiarla, a segnalarla come colpevole!
Ed in ogni angolo buio vedeva lo sguardo vacuo del vecchio, quel vecchiaccio che da anni la tartassava con le sue richieste e senza volerne sapere di morire!!! Quanto ancora avrebbe dovuto aspettare per la sua eredità?? Eh? Anni e anni!!! Era stufa di aspettare, era una vita che aspettava!! Aveva aspettato di essere grande, poi di avere una laurea, un po’ di indipendenza… tutto pur di andarsene da quella da quella stupida città, e quando finalmente c’era quasi, quel vecchiaccio si è ammalato!!
“Ha solo te, non puoi lasciarlo solo!” “Ti ha mantenuta fino ad ora, DEVI accudirlo!”
Le si era aperto un baratro sotto i piedi! Proprio adesso che avrebbe potuto vivere la sua vita, suo nonno si metteva di mezzo, ancora una volta, per tenerla li! Imprigionata in quella città! In quella casa!!!
E nella malattia, il nonno si trascinava da anni, sempre un po’ peggio, sempre più logorato e logorante, sempre più irascibile e pretenzioso, sempre meno ancorato alla realtà, sempre più perso nei suoi ricordi e sempre più debole… ma mai abbastanza!
“Ma adesso basta”, aveva pensato qualche sera prima, “adesso basta!”
Era entrata nella camera del nonno e gli aveva premuto con delicatezza le mani sul collo. Non si era neanche ribellato troppo… beh, non aveva la forza di fare nulla, oramai…
E così si ritrovava in una casa vuota, completamente sua, ereditata dal povero nonno deceduto per “insufficienza respiratoria”, e non riusciva a far altro che lavarsi e lavarsi per cercare di scrollarsi di dosso ciò che inesorabilmente macchiava la sua anima.


