09/12/2008
Triste Risveglio

Come ogni mattina, appena desto, la cercò con lo sguardo.
Quella mattina non la trovò vicino a sé e si sentì mancare.
Si era abituato ad averla li, a due passi...
 e seppur sapesse di non poterla mai raggiungere,
obbligato dalla sua stessa natura all’immobilità,
seppur sapesse che il suo desiderio di abbracciarla o anche soltanto di sfiorarla, non sarebbe mai stato esaudito,
si era comunque adattato ad osservarla di nascosto , muto ed immobile, esternamente impassibile, mentre al suo interno la vita scorreva,
e l’Amore pulsava…
Era giunto ad accettare di non poterla avere e ad accontentarsi di guardarla.
E adesso Lei non c’era!!

Ricordava perfettamente la prima volta che l’aveva vista, in una radiosa mattina di primavera.
Lei, così giovane, teneramente indifesa, si affacciava al mondo con timidezza, un bocciolo carico di speranza.
E l’aveva vista crescere, farsi grande e fiorire di una bellezza indescrivibilmente fresca, forte e fragile, che col tempo era divenuta piena, sottilmente ostentata, meravigliosa, disarmante.
Aveva continuato a guardarla, desiderandola in silenzio.
Fino a quella mattina.
La cercò con lo sguardo, sentendosi perduto.
Poi la vide.
Giaceva a terra, scomposta.
I petali delicati sparsi sul prato, lo stelo esile ormai spoglio.
Era morta.
E lui, giovano Gelso, pianse a lungo, in silenzio, la perdita della sua Rosa.

CassiopeaZg alle 20:35 in:
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08/12/2008
La Caccia

Si appiattì nell’oscurità… contro il muro,quanto più poteva… sapeva di essere pressoché i
nvisibile… socchiuse gli occhi, quegli occhioni grandi e brillanti per cui tutti lo adoravano, con cui poteva chiedere qualsiasi cosa… li socchiuse e tese le orecchie… stava aspettando la sua preda.
Sarebbe giunta di lì a poco, lo sapeva, lo sentiva.
Aveva fame… era in quel vicolo apposta, per soddisfare le sua fame, che ultimamente si era fatta intollerabile.
Aveva una vita stupenda, una famiglia che gli voleva bene, una casa bellissima, ma non c’era versi.. ogni tanto tornava a farsi sentire, quella fame, quel ruggito dentro… La voglia di uccidere.
E lui sopportava, cercava di non darle ascolto, continuando a fare la sua vita tranquilla, fintanto che non si faceva troppo forte, e lo spingeva fuori, nella notte gelida, nascosto nel buio, a respirare l’aria cristallina, a gustarsi l’adrenalina della caccia...
Lo elettrizzava.

Anche solo l’idea della preda, l’idea del sangue caldo.. lo mandava in estasi.
Si scosse, si costrinse a restare concentrato. Aveva bisogno di tutto il suo sangue freddo!
Sentì un rumore.
Passetti piccoli e veloci.
Stava arrivando!
Si irrigidì, pronto all’azione.
Fu un attimo.
La sventurata preda stava passando davanti al vicolo, quando lui con un balzo gli fu alle spalle… e la notte risuonò di un crack secco, il collo che si spezzava.
Affondò i denti nel collo e assaporò il sangue caldo e leggermente fumante che ne uscì…
trascinò il corpo ormai senza vita nel fondo buio del vicolo e si accucciò a soddisfare la sua fame: sempre attento a qualsiasi rumore, gli occhi scintillanti nel buio, continuava ad affondare i denti
nella carne morbida.
Quando si sentì sazio e il corpo d
ilaniato iniziava ad irrigidirsi e a stufarlo, si ripulì dal sangue e si alzò, avviandosi verso casa.
Lasciò il cadavere del topolino lì, abbandonato nel vicolo.
Il gattone camminava lentamente, assaporando l’aria dicembrina e ciondolando soddisfatto la folta coda.






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CassiopeaZg alle 14:46 in:
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01/12/2008
AMORE IMPOSSIBILE

Lui, bello e irriverente, forte ed irruento, alle volte persino aggressivo, sempre indispensabile.

Sa donare l'allegria con uno sguardo.

Lei, dolce e volubile, sa essere immensa e splendente, ma anche gelida e sorniona, quando vuole.

Lui svolge il suo lavoro con animo sereno, osservando il mondo...
Vede persone uscire di casa e dirigersi al lavoro, mamme affaccendate con i loro bambini gioiosi, vecchietti impegnatissimi nelle loro attività secolari…
Vede persone rincorrere il loro lavoro, il loro successo, senza neanche sapere il perché e vede chi invece stagna in un'immobilità oziosa, riflettendo, aspettando... chissà poi che cosa.
Riesce a vedere le atrocità dell'uomo, contro sé stesso e contro il suo mondo , ma vede anche il bianco brillante della solidarietà e dell'amicizia... ed è per quelle piccole stelle, così umane ma al contempo così forti, che ogni mattina decide di alzarsi e di affrontare la giornata.
Lui così determinato e sicuro di sé, ogni tanto si adombra, ed un misto di malinconia e di dolcezza gli velano il volto, pensando a Lei.

Lei è la sua metà. Il suo alter ego. Il completamento naturale.
Lei che accoglie con pazienza sospiri e lamentele, paure e solitudini… lei che ricopre le mondezze dell’umanità con la sua capacità di donare il meritato riposo.
È così bella e sensuale…

Quando ci pensa Lui si sente venir meno. E vorrebbe correre veloce e poterla raggiungere, Lei, così fuggente, vorrebbe fermarla e stringerla tra le braccia, baciarla a lungo….

Destino bastardo il Loro.


Costretti a guardarsi da lontano, a cercarsi senza riuscire mai ad incontrarsi, se non in rarissime, magiche occasioni, quando assieme si eclissano, e si dimenticano del mondo.

Lui Sole, Lei Luna.


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CassiopeaZg alle 09:44 in:
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