30/11/2008
L'ALBATROS

Spesso, per divertirsi, le ciurme
Catturano degli albatri, grandi uccelli marini,
che seguono, compagni di viaggio pigri,
il veliero che scivola sugli amari abissi.
E li hanno appena deposti sul ponte,
che questi re dell’azzurro, impotenti e vergognosi,
abbandonano malinconicamente le grandi ali candide
come remi ai loro fianchi.
Questo alato viaggiatore, com’è goffo e leggero!
Lui, poco fa così grave; bello, com’è comico e brutto!
Qualcuno gli stuzzica il becco con la pipa,
un altro scimmiotta, zoppicando, l’infermo che volava!
Il poeta è come il principe delle nuvole
Che abituato alla tempesta ride dell’arciere;
esiliato sulla terra fra gli scherni,
non riesce a camminare per le sue ali di gigante.
Souvent, pour s'amuser, les hommes d'é quipage
Prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,
Qui suivent, indolents compagnons de voyage,
Le navire glissant sur les gouffres amers.
A peine les ont-ils déposés sur les planches,
Que ces rois de l'azur, maladroits et honteux,
Laissent piteusement leurs grandes ailes blanches
Comme des avirons traîner à côté d'eux.
Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!
Lui, naguère si beau, qu'il est comique et laid!
L'un agace son bec avec un brûle-gueule,
L'autre mime, en boitant, l'infirme qui volait!
Le Poète est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête et se rit de l'archer;
Exilé sur le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l'empêchent de marcher.

Charles Baudelaire
(1821/1867)
CassiopeaZg alle 16:11 in:
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18/11/2008

Un accenno di pentimento leggero, fugace ma intenso come un brivido, le attraversò la mente, mentre si lavava le mani nel lavandino.

Scomparve subito, lasciandole un sapore amaro in bocca… avrebbe dovuto abituarcisi?

Continuava a lavarsi le mani, mentre il sangue si univa all’acqua in un irreale gorgoglio. Si scosse.

“cretina, lo hai soffocato, come puoi essere sporca di sangue?!?! Smettila!!” Disse rivolta al suo riflesso nello specchio.

Ma non riusciva a sentirsi pulita, erano giorni che continuava a sfregarsi le mani sotto l’acqua gelida, fino a perderne la sensibilità… continuava a sentire la pressione della vena di quel vecchio collo pulsarle sui polpastrelli, immondandola con il suo sangue, come se potesse fuoriuscire e andare a macchiarla, a segnalarla come colpevole!

Ed in ogni angolo buio vedeva lo sguardo vacuo del vecchio, quel vecchiaccio che da anni la tartassava con le sue richieste e senza volerne sapere di morire!!! Quanto ancora avrebbe dovuto aspettare per la sua eredità?? Eh? Anni e anni!!! Era stufa di aspettare, era una vita che aspettava!! Aveva aspettato di essere grande, poi di avere una laurea, un po’ di indipendenza… tutto pur di andarsene da quella da quella stupida città, e quando finalmente c’era quasi, quel vecchiaccio si è ammalato!!

“Ha solo te, non puoi lasciarlo solo!” “Ti ha mantenuta fino ad ora, DEVI accudirlo!”

Le si era aperto un baratro sotto i piedi! Proprio adesso che avrebbe potuto vivere la sua vita, suo nonno si metteva di mezzo, ancora una volta, per tenerla li! Imprigionata in quella città! In quella casa!!!

E nella malattia, il nonno si trascinava da anni, sempre un po’ peggio, sempre più logorato e logorante, sempre più irascibile e pretenzioso, sempre meno ancorato alla realtà, sempre più perso nei suoi ricordi e sempre più debole… ma mai abbastanza!

“Ma adesso basta”, aveva pensato qualche sera prima, “adesso basta!”

Era entrata nella camera del nonno e gli aveva premuto con delicatezza le mani sul collo. Non si era neanche ribellato troppo… beh, non aveva la forza di fare nulla, oramai…

E così si ritrovava in una casa vuota, completamente sua, ereditata dal povero nonno deceduto per “insufficienza respiratoria”, e non riusciva a far altro che lavarsi e lavarsi per cercare di scrollarsi di dosso ciò che inesorabilmente macchiava la sua anima.

CassiopeaZg alle 18:34 in:
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18/11/2008

A Dream Within A Dream

Take this kiss upon the brow!
And, in parting from you now,
Thus much let me avow-
You are not wrong, who deem
That my days have been a dream;
Yet if hope has flown away
In a night, or in a day,
In a vision, or in none,
Is it therefore the less gone?
All that we see or seem
Is but a dream within a dream.

I stand amid the roar
Of a surf-tormented shore,
And I hold within my hand
Grains of the golden sand-
How few! yet how they creep
Through my fingers to the deep,
While I weep- while I weep!
O God! can I not grasp
Them with a tighter clasp?
O God! can I not save
One from the pitiless wave?
Is all that we see or seem
But a dream within a dream?

 

 

Un Sogno Dentro Un Sogno

 

Prendi questo bacio sulla fronte!
E, ora che sto per lasciarti,
Lascia che te lo confessi:
Non hai torto tu, quando credi
Che nient'altro che un sogno
Sono stati i miei giorni;
Se la speranza è sfuggita
In una notte, o in un giorno,
In una visione, o nel nulla
È forse per questo meno perduta?
Tutto quel che vediamo o sembriamo
È un sogno dentro un sogno soltanto.

Nel frastuono mi trovo di una riva
Che l'onda del mare flagella,
E nella mano stringo
Grani di sabbia d'oro.
Così pochi! Eppure come sfuggono
Giù nel profondo attraverso le dita,
Mentre piango e piango e piango!
Oh Dio! Non posso agguantarli io
Con una stretta più forte?
Oh Dio! Non posso salvarne uno io
Dall'ondata spietata?
Non è tutto quel che vediamo o sembriamo
Un sogno dentro un sogno soltanto?

 

 

Edgar Alla Poe

(1809-1849)

CassiopeaZg alle 18:08 in:
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05/11/2008
Ecco, mi ero appena ripromessa di fare un intervento un pò più allegro che altrimenti il blog è troppo triste..
e invece, purtroppo, son qua a commemorare una grande, grandissima persona che si è spenta oggi.....




Addio Michael!!!!





e grazie, grazie infinite per tutte le volte che mi hai fatto piangere, che mi hai fatto tremare, che mi hai tenuta incollata alle tue pagine... e per le vote in cui ho riso, sorriso, amato con te...








"uno scrittore vive nelle sue opere"


quindi resterai con noi a lungo....



CassiopeaZg alle 21:36 in: varie
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04/11/2008

Una Decisione Difficile


Aveva ancora gli occhi rossi dal pianto e i capelli sconvolti… ripensò a quella mattina, quando urlando e piangendo aveva chiamato il dottore per dare l’allarme.

Pensò a suo figlio… a quel ragazzone gioioso e vitale, ai suoi occhi ammiccanti e al suo sorriso… le aveva detto “mamma torno tardi stasera, ma stai tranquilla, domattina potiamo la siepe!!!!”, le aveva dato un buffetto sulla guancia ed era uscito, come milioni di altre sere, verso chiacchere, divertimento e conquiste…

Non aveva più avuto modo di vederlo, il suo sorriso…

L’incidente le aveva restituito un figlio diverso, svuotato, i suoi occhi erano fissi, senza espressione, come se la vita non risiedesse più dietro di loro… il suo corpo era ormai un guscio vuoto.

“Coma irreversibile”, avevano sentenziato i dottori… e adesso, dopo 3 anni, lei aveva accettato quella parola, Irreversibile.

Li per li le era sembrata un’esagerazione. Stravolta dal dolore, si era aggrappata a chissà quale speranza… si era attrezzata, aveva combattuto, aveva imparato a stargli accanto, ad accudirlo, a regolare il respiratore, e se l’era riportato a casa, in un modo o nell’altro. Non voleva cedere.

E’ difficile credere nel PER SEMPRE, specie se riguarda lo stato vegetativo di TUO figlio…

Ma alla fine aveva ceduto. Aveva creduto. E aveva deciso.

All’inizio Quel Pensiero le era sembrato assurdo, aveva tentato di scacciarlo dalla sua mente, ma poi, piano piano, mentre le speranze si affievolivano, mentre il dolore iniziava a divenire routine, Quel Pensiero iniziò a prendere una connotazione attraente, a sembrarle l’unica via d’uscita, l’unica possibilità…

e gli splendidi occhi nocciola di suo figlio… erano stati loro a darle la forza, a farla decidere, a spingerla ad assecondarLo

Così, con lo sguardo e la mente fissi sul volto vuoto, familiare e pure così estraneo, quella mattina aveva trovato la forza per staccare il respiratore. Pochi minuti, poi l’aveva riattaccato e aveva dato l’allarme… Sarebbe apparsa come una delle crisi che in quei tre anni l’avevano fatta tremare… Ma sarebbe stata l’ultima!

E a questo punto non importava a cosa sarebbe andata incontro, non le importava di convivere con il pentimento né le importava della galera… a quel punto era semplicemente convinta che ovunque fosse, suo figlio, fosse tornato a sorridere.

CassiopeaZg alle 15:22 in:
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02/11/2008
Salve a tutti...
Questo blog è ancora in fase provvisoria, sto cercando di modellarlo su di me, ma dato che cambio idea come cambia il vento, non sarà facile...
il risultato non è pertanto garantito..
l'intenzione però sarebbe di raccogliere qui racconti, poesie, pensieri.. tutto quello che in un modo o nell'altro nasce dalla mia fantasia, o la colpisce particolarmente.
Tutti i post son da intendere miei, salvo opportune specifiche.
Grazie, e tornate a trovarmi!!!
CassiopeaZg alle 15:06 in: varie
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02/11/2008
Una Deliziosa Cenetta

Sorrise, guardando il suo riflesso nella vetrina… riusciva sempre a macchiarsi quando mangiava….

Quante volte la mamma lo avrà rimproverato? “Sei uno sbrodolone!!!! Possibile che ti impiastricci sempre tutto di gelato!?!?!?!?!”

Questa volta non era gelato… in effetti era un po’ che non ne mangiava.. non si addiceva comunque al freddo invernale… né alla situazione: cenetta romantica, con quella stangona conosciuta in libreria… gli era piaciuta subito!!

E lei sembrava essere altrettanto attratta da lui… in effetti, doveva ammetterlo: sapeva essere veramente affascinante alle volte!

Non aveva mia avuto problemi a recuperare con le ragazze… e quando i suoi amici l’avevano capito, beh, era diventato subito popolarissimo!!!!

Comunque la cenetta era andata alla grande…

La stangona gli aveva aperto al porta del suo piccolo appartamento stretta in un abitino mozzafiato, rosso. Si era rivelata dolce e disponibile, gli aveva persino preparato l’aperitivo….

Lui non si era fatto pregare: indossando ancora il soprabito, l’aveva attirata a se, baciata sul collo, e poi si era servito. Aveva bevuto fino alla sazietà…

Si asciugò con il dorso della mano il rivolo di sangue dal mento, superò, con un passo un po’ più lungo, la ragazza immobile, bellissima, in posizione innaturale sul pavimento, con gli occhi spalancati sull’inferno.

Lui uscì, per tornare nella notte, a nascondersi tra le ombre….

CassiopeaZg alle 12:12 in:
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01/11/2008
Un Dritto e un Rovescio

Una signora di mezza età, di sera, in stazione non dovrebbe starci, “è pericoloso”... mi sento sempre una facile preda quando devo aspettare il treno per tornare a casa... Meno male che ho il mio hobby, mi metto li, sulla panchina e sferruzzo... questo maglioncino piacerà sicuramente al piccolo... e spero anche a mia cognata...
"Mi dai un euro?" Oddio! Mi ha fatto paura! E' apparso dal nulla, mi parla sul viso e puzza di alcool da morire!!
"No, non ho niente"
Sbiascica qualcosa, sputacchiando e lanciando occhiate alla mia borsa aperta sulla panchina.
"Ho detto che non ho niente!" Lui non si muove, continua a parlarmi sul viso, “Eddai, dammi un euro!”, “Ci’ò sete!” e cose così, un “per favore” non gli esce da quella fogna di bocca...
D'un tratto si accascia con un rantolo, io raccolgo la mia roba e cambio alla svelta panchina…
Invece dell’euro gli ho lasciato uno dei miei ferri. Luccica sotto la luna, quell’antenna d’acciaio conficcata nella carotide...
Mentre aspetto il treno mi annoio. “Peccato - penso - perdo tempo, sto in mezzo ai pericoli e… non posso finire il maglioncino!”
 
CassiopeaZg alle 17:15 in:
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